Segreteria

Segreteria

Il tempo assegnato ai candidati per lo svolgimento delle prove scritte o scritto-grafiche viene indicato nell’ordinanza ministeriale con la quale è annualmente indetta la relativa sessione d’esame.
I temi, unici per ciascuna prova, vengono inviati dal Ministero della pubblica istruzione.
La valutazione degli elaborati ha inizio il giorno feriale successivo al termine della seconda prova scritta o scritto-grafica e si effettua collegialmente. Di norma vengono valutati giornalmente non meno di 10 elaborati.
Per lo svolgimento delle prove orali vengono convocati giornalmente non meno di 5 candidati in almeno 4 sedute settimanali, esclusi i giorni festivi.
L’elenco e le votazioni dei candidati ammessi a sostenere le prove orali ed il calendario relativo alle prove stesse vengono notificati, entro il giorno successivo al termine della correzione degli elaborati, mediante affissione all’albo dell’istituto sede degli esami.
Le prove orali sono pubbliche ed hanno inizio non oltre il quindicesimo giorno dall’affissione dell’elenco di cui al comma precedente.
Non sono consentite prove suppletive e pertanto i candidati che risultino per qualsiasi motivo assenti anche ad una sola delle prove scritte o scritto-grafiche sono esclusi dalla relativa sessione di esami.
I candidati che, per comprovati e documentati motivi sottoposti tempestivamente alla valutazione discre¬zionale e definitiva della commissione esaminatrice, non siano in grado di sostenere la prova orale nel giorno stabilito possono dalla commissione stessa riconvocati in altra data.
La convocazione degli anzidetti candidati deve avvenire, di norma, nei giorni già stabiliti in calendario. Al riguardo la commissione può eccezionalmente fissare -tenendo presenti sia le esigenze prospettate dagli interessati, sia la necessità di una conclusione in tempi ragionevoli del procedimento- eventuali sedute supplementari.

VALUTAZIONI DELLE PROVE DI ESAME
La valutazione delle prove viene effettuata dalla commissione esaminatrice sulla base di un massimo complessivo di 100 punti, dei quali 20 sono assegnati a ciascuna delle prove scritte o scritto-grafiche e 60 alla prova orale.
Sono ammessi a sostenere la prova orale i candidati che conseguono una valutazione di almeno 12/20 in ciascuna delle prove scritte o scritto-grafiche.
L’abilitazione all’esercizio della libera professione è conseguita solo da parte dei candidati ammessi a sostenere la prova orale, che riportino in tale prova una valutazione di almeno 36/60.
La votazione complessiva attribuita ai candidati che conseguono l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Agrotecnico è costituita dalla somma delle votazioni ottenute nelle prove scritte o scritto-grafiche e nella prova orale, ed espressa in centesimi.

(vedi Artt. 10 e 11, Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 6 marzo 1997, n. 176)
Sabato, 06 Giugno 2009 20:34

Programma di Esame

Gli esami consistono in due prove scritte o scritto-grafiche ed in una prova orale.
La prima prova scritta verterà su questioni di tecnica della produzione, sia vegetale che animale, o di trasformazione dei prodotti.
Potranno essere richiesti: l’illustrazione di criteri di scelta di ordinamenti, di tecniche colturali, di sistemi di allevamento, di miglioramento genetico, di interventi fitoiatrici, di processi di trasformazione, nonché la comparazione di possibili alternative nell’ottica della ottimizzazione dei processi o degli interventi, il tutto in relazione ai rapporti con il mercato ed agli indirizzi di politica agricola nazionale e comunitaria.
La seconda prova scritta o scritto-grafica riguarderà l’illustrazione e l’analisi di problemi relativi ai miglioramenti fondiari ed agrari ed ai connessi aspetti economici, oppure l’illustrazione e l’analisi delle funzioni amministrative e contabili delle aziende agrarie, ivi compresa la formazione del bilancio, il diritto tributario e quello del lavoro.
Durante le prove è consentita soltanto la consultazione di manuali tecnici e l’uso di strumenti di calcolo non programmabili e non stampanti.
Il colloquio verterà sui diversi aspetti delle competenze previste dal regolamento professionale.
Sarà richiesta, oltre la conoscenza degli aspetti tecnici riguardanti i diversi contenuti, l’illustrazione delle considerazioni economiche e degli aspetti normativi inerenti i problemi che saranno sottoposti all’analisi dei candidati.
Potranno inoltre essere discussi aspetti tecnici relativi alle pubblicazioni presentate.

(vedi Art. 18, Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 6 marzo 1997, n. 176)
Lunedì, 29 Giugno 2009 18:59

I.P.S.A.A. Convenzionati

Da qualche anno sono attive Convenzioni con Istituti Secondari Superiori di Agraria per il riconoscimento (ai sensi di quanto dispone il DPR n. 328/2001) dei tirocini professionalizzanti svolti nel percorso scolastico, ai fini del conseguimento del biennio di pratica professionale direttamente nel percorso di studio.

Queste Convenzioni riducono, talvolta sensibilmente, il periodo di tirocinio da svolgere dopo il conseguimento del diploma.

Qui di seguito si riporta l’elenco degli Istituti agrari operanti nella Regione Sicilia con i quali esistono Convenzioni ed il periodo di tirocinio che ciascun diplomato, proveniente da quegli Istituti, ha già svolto direttamente nel percorso di studi:

 

 ISTITUTO MESI RICONOSCIUTI
 Mussomeli
 21
 Giarre
 21
 Patti 21
 Bisacquino 21
 Castelbuono 21
 Castellana Sicula 21
 Palermo 21
 San Cipirello 21
 Modica 21

 

Si precisa che per i periodi convenzionalmente riconosciuti:

- pari a 24 mesi, il nulla-osta viene rilasciato direttamente dall’Istituto;

- inferiore a 24 mesi, il nulla-osta viene rilasciato dal Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati della Provincia di residenza del richiedente, sulla base di un attestato rilasciato dall’Istituto Agrario di provenienza.

Si ricorda, infine, che le Convenzioni sono valide non per tutti i soggetti che provengono dagli Istituti Agrari convenzionati, ma esclusivamente per coloro i quali, provenienti da quegli Istituti, abbiano svolto il percorso professionale c.d. “Terza Area” ed ottenuto il relativo attestato regionale (ovvero attestazione equivalente dell’Istituto).

__________________________
FONTE: CNA 2255 03/06/2009

Lunedì, 29 Giugno 2009 19:00

Università Convenzionate

Università Convenzionate
Mercoledì, 15 Aprile 2009 18:08

L'Agrotecnico Oggi

L'agrotecnico Oggi - Periodico mensile di economia, politica, tecnica agraria e zootecnica, ambiente.
Edito da Società Editoriale Nepenthes s.r.l. Poste Succursale n. 1 - 47100 Forlì ( 0543 723771 fax 0543 795569
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Martedì, 14 Aprile 2009 22:20

L'Attività di Agrotecnico

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Per svolgere alcune attività professionali, cosiddette intellettuali, è necessario, nell'ordinamento italiano, essere iscritti in appositi e specifici Albi o elenchi (Art. 2229 del Cod. Civile).
Gli Agrotecnici dispongono di un proprio Albo professionale (istituito con la legge 6 giugno 1986, n. 251; successivamente modificata ed integrata dalla legge 5 marzo 1991, n. 91) e solo coloro i quali sono iscritti in detto Albo possono svolgere l'attività libero professionale di Agrotecnico.
Tutti coloro i quali svolgono l'attività professionale di Agrotecnico senza la previa iscrizione nell'Albo commettono il reato penale di cui all'Art. 348 del Codice Penale (Abusivo esercizio di una professione).

Martedì, 14 Aprile 2009 22:20

Il Titolo di Agrotecnico

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Il titolo di Agrotecnico è stato istituito con la legge 27 ottobre 1969, n. 754, al fine di promuovere la nascita di una figura di tecnico intermedio particolarmente esperto sotto il profilo socio-economico e gestionale.
A seguito di tale legge gli Istituti Professionali di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente divennero Istituti superiori di secondo grado ad indirizzo agrario con corso di studi quinquennali ed esame di maturità finale.
Il diploma di Agrotecnico da essi rilasciato consentì l'iscrizione a tutte le facoltà universitarie, alle Scuole dirette a fini speciali o altri corsi di diploma universitario.
Con tale legge, il legislatore sancì, inoltre, l'equipollenza tra il titolo di Agrotecnico e quello di Perito Agrario.
Ma alla istituzione del titolo di Agrotecnico non seguì l'immediata istituzione di uno specifico Albo professionale.
Il Parlamento, pur avendo creato questa nuova "figura di tecnico", non si era poi premurato di stabilirne l'ambito professionale e per tale ragione, in un primo momento, i diplomati I.P.S.A. si videro negato ogni sbocco occupazionale.
Solo nel giugno del 1986, il Parlamento, dopo un travagliato iter di approvazione, licenziò la legge n. 251 istitutiva dell'Albo professionale degli Agrotecnici.
Tale legge, accolta con favore, si rivelò tuttavia ben presto inadeguata e largamente incompleta.
Nel corso della X legislatura, furono pertanto presentate due proposte di modifiche alla legge 251/86 (una di iniziativa parlamentare e l'altra del Ministro di grazia e giustizia) e, finalmente, si giunse all'approvazione della legge 5 marzo 1991, n. 91 contenente modifiche alla legge istitutiva dell'Albo professionale degli Agrotecnici.
Con quest'ultima legge di modifica sono stati introdotti adeguati correttivi alla precedente legge nonché svariate innovazioni, tra le più significative delle quali ricordiamo: l'introduzione dell'Abilitazione professionale e una nuova e più ampia definizione dell'ambito professionale dell'Agrotecnico.

Martedì, 14 Aprile 2009 22:20

Le competenze dell'Agrotecnico

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LE PRINCIPALI COMPETENZE PROFESSIONALI DELL'AGROTECNICO E DELL'AGROTECNICO LAUREATO
Con l'entrata in vigore della legge 5 marzo 1991, n. 91, il titolo di Agrotecnico è divenuto titolo professionale e di esso si possono fregiare solo gli iscritti nell'Albo ai quali sono consentite le seguenti attività:

- La direzione e l'amministrazione di cooperative di produzione, commercializzazione e vendita di prodotti agricoli (art. 10, comma 1, lettera a, legge 5 marzo 1991, n. 91).
- La direzione, l'amministrazione e la gestione di aziende agrarie e zootecniche e di aziende di lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agrari e zootecnici, limitatamente alle piccole e medie aziende, ivi comprese le funzioni contabili, quelle di assistenza e rappresentanza tributaria e quelle relative all'amministrazione del personale dipendente dalle medesime aziende (art. 10, comma 1, lettera b, legge n. 91/91).
- La consulenza del lavoro nelle aziende agricole ed in particolare le dichiarazioni e comunicazioni relative all'assunzione di personale (art. 10, comma 1, lettera b, legge n. 91/91 ed art. 9-bis, comma 6, legge 28 novembre 1996, n. 608).
- La tenuta del "Registro di impresa agricola" ai fini dell'assunzione di manodopera nelle imprese agricole (art. 9-quater, comma 13, legge n. 608/96).
- L'assistenza tecnico-economica agli organismi cooperativi ed alle piccole e medie aziende, compresa la progettazione e direzione di piani aziendali ed interaziendali, anche ai fini della concessione dei mutui fondiari (art. 10, comma 1, lettera c, legge n. 91/91) nonché le opere di trasformazione e miglioramento fondiario (art. 26, comma 2-bis, legge n. 31/2008); e di conseguenza: · la predisposizione di piani di miglioramento fondiario ai sensi di tutti i Regolamenti dell'Unione Europea e delle attuali leggi regionali.
- L'assistenza alla stipulazione dei contratti agrari, (art. 10, comma 1, lettera d, della legge n. 91/91) e di conseguenza: · l'assistenza nei patti in deroga di cui alla legge n. 203/82.
- La formulazione e l'analisi dei costi di produzione e la consulenza ed i controlli analitici per i settori lattiero-caseario, enologico ed oleario (art. 10, comma 1, lettera e, legge n. 91/91).
- La rappresentanza della propria clientela presso le Commissioni tributarie nelle controversie con il fisco (art. 12, comma 2, D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546).
- L'assistenza tecnica per i programmi e gli interventi fitosanitari e di lotta integrata (art. 10, comma 1, lettera g, legge n. 91/91).
- La curatela di aziende agrarie e zootecniche (art. 10, comma 1, lettera h, legge n. 91/91) e di conseguenza: · le attività relative alla consegna e riconsegna delle aziende e le attività connesse.
- La direzione e manutenzione di parchi e la progettazione, direzione e manutenzione di giardini, anche localizzati, gli uni e gli altri, in aree urbane (art. 10, comma 1, lettera i, legge n. 91/91), e di conseguenza: · tutte le questioni relative alla gestione del verde pubblico, degli spazi verdi, ecc..
- Le attività connesse agli accertamenti ed alla liquidazione degli usi civici (art. 10, comma 1, lettera l, legge n. 91/91).
- L'assistenza tecnica ai produttori singoli ed associati (art. 10, lettera m, legge n. 91/91) nella sua più ampia accezione, e precisamente: · l'assistenza agli imprenditori agricoli in tutte le controversie con i terzi per espropri, indennità servitù, ecc.; · l'assistenza nei rapporti con gli Enti pubblici e gli istituti di credito nella erogazione di pubbliche provvidenze; · l'assistenza nella commercializzazione dei prodotti agro-alimentari.
- La formulazione di piani per lo smaltimento e l'utilizzo delle acque reflue di vegetazione (art. 3, comma 1, legge 11 novembre 1996, n. 574), e di conseguenza: · la competenza nella formulazione di tutti i piani per lo smaltimento delle deiezioni zootecniche (vedi anche le specifiche leggi regionali).
- La certificazione delle produzioni vivaistiche (vedi specifiche leggi regionali).
- La predisposizione dei piani di sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626).
- La predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP-HAZARD Analysis Critical Control Point) - D. Lgs. n. 155/97; l'iscrizione all'Albo consente inoltre l'automatica acquisizione della qualifica di "alimentarista" e l'esenzione dai corsi regionali di formazione.
- La predisposizione dei piani di sicurezza nei cantieri mobili di lavoro nel settore edilizio (D. Lgs. 14 agosto 1996, n. 494 così come modificato dal D. Lgs. 19 novembre 1999, n. 528).
- La rilevazione dei dati statistici (art. 10, comma 1, lettera f, legge n. 91/91); e di conseguenza: · la preferenza nelle attività di rilevamento redatte nel settore agricolo (censimenti ISTAT regionali, ecc.), così come previsto dal D.P.R. 6 giugno 2000, n. 197, art. 10.
- Le attività catastali in genere ed i tipi di frazionamento (art. 1, legge 26.6.1990 n. 165 ed art. 145, comma 96, legge 23.12.2000, n. 388 ed art. 26, comma 7-ter, legge 28.02.2008 n. 31).
- L'invio telematico delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di IRAP (D.M. Finanze 19.4.2001).
- Il rilascio di certificati di prevenzione incendi (ai sensi del disposto combinato della legge 7 dicembre 1984 e del D.M. 27 aprile 2005).

ATTIVITA' PERITALI NEL SETTORE AGRICOLO
L’Agrotecnico può svolgere le seguenti attività peritali nel settore agricolo:
- danni da selvaggina alle colture agricole;
- danni da avversità atmosferiche alle colture agricole, anche nell'ambito dei contratti di assicurazione agevolata;
- danni prodotti dell'improprio od errato uso di prodotti fitosanitari;
- danni derivanti alle colture dal pascolamento libero di bestiame brado;
- le stime di immobili agricoli e loro pertinenze;
- le stime di immobili anche civili, quali "periti di fondi chiusi immobiliari" (ai sensi dell'art. 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 86 così come modificato dalla legge 29 novembre 1995, n. 503);
- le stime e valutazioni di idoneità tecnica degli impianti di lavorazione e condizionamento dei prodotti ortofrutticoli (D.M. Agricoltura 2 giugno 1995, n. 393, art. 3);
- le stime di terreni agricoli e di terreni edificabili (art. 6, legge 28.12.2001, n. 448).
- le perizie giurate di immobili ai fini di garanzia (Art. 1, c. 144 legge 24 dicembre 2007, n. 244 così come interpretato dalla risoluzione n. 10/DF, prot. n. 2888 del 3 aprile 2008 della Direzione Legislazione Tributaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze).
- I progetti e le pratiche relative di cui al Reg. CEE n. 2078/92 (agricoltura bio-compatibile).
- I piani e progetti in materia di forestazione, anche di cui al Reg. CEE n. 2080/92 (con i limiti dettati dalla giurisprudenza interpretativa).

Martedì, 14 Aprile 2009 22:20

Il Codice Deontologico

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Il presente Codice deontologico, approvato il giorno 8 luglio 2000 dal Consiglio del Collegio Nazionale degli Agrotecnici ai sensi, dell’art. 4 comma 6, della legge 5 marzo 1999, n. 91, rappresenta una raccolta di norme d’etica professionale, intesa come filosofia della pratica o come dottrina del comportamento, capace di aiutare i singoli Agrotecnici a trovare risposte ai molti problemi che accompagnano lo svolgimento della loro attività professionale.

ART. 1
CODICE DEONTOLOGICO
1. Il Codice deontologico della professione di Agrotecnico costituisce l’insieme dei principi e delle regole etiche alle quali ogni professionista deve attenersi nell’esercizio della propria attività.
2. L’inosservanza delle presenti prescrizioni costituisce mancanza nell’esercizio della professione, sanzionabile ai sensi di legge.
ART. 2
LA PROFESSIONE
1. La professione di Agrotecnico, ricompresa fra quelle intellettuali di cui all’art. 2222 c.c., riveste funzione sociale di pubblica utilità e si fonda sul principio della indipendenza dell’esercente da qualsiasi forma di sottomissione o di condizionamento esterno.
2. I rapporti professionali dell’Agrotecnico sono perciò basati sulla fiducia e sulla sicurezza nell’agire in scienza e coscienza.
ART. 3
L’ESERCIZIO PROFESSIONALE
1. L’esercizio della professione di Agrotecnico è improntato a criteri di correttezza, di lealtà, e di riservatezza sulle notizie ed informazioni delle quali sia venuto a conoscenza.
2. L’Agrotecnico deve vigilare ed accertarsi che il personale alle proprie dipendenze, i collaboratori di studio ed i praticanti osservino i medesimi principi e si ispirino agli stessi criteri, nel rispetto delle normativa sulla privacy al momento vigente.
ART. 4
IL SEGRETO PROFESSIONALE
1. L’Agrotecnico non può divulgare notizie di cui sia venuto a conoscenza nell’esercizio della professione e deve mantenere la riservatezza sugli incarichi trattati.
ART. 5
TITOLI PROFESSIONALI
1. L’Agrotecnico è tenuto a qualificarsi con il proprio titolo, in modo idoneo e tale da evitare qualsiasi equivoco.
2. Il titolo professionale da utilizzare è “Agrotecnico” ovvero “Agr.” nella sua forma abbreviata.
3. Nell’esercizio dell’attività non possono essere utilizzati titoli accademici o professionali non riferiti con l’attività oggetto della professione.
ART. 6
AGGIORNAMENTO
1. L’Agrotecnico è tenuto a curare il proprio aggiornamento professionale in relazione al progredire delle innovazioni tecniche, tecnologiche e scientifiche nonchè curare quello dei propri collaboratori e praticanti; con riguardo a questi ultimi dovrà altresì assicurarne la formazione, assecondandone l’intelligenza e gli interessi professionali, in un corretto rapporto fra tutore ed allievo.
ART. 7
DECORO PROFESSIONALE
1. L’Agrotecnico deve tenere un comportamento consono al ruolo sociale ricoperto ed alla dignità della professione cui appartiene, ponendo in essere ogni opportuna cautela per evitare di arrecarvi discredito.
2. Non deve utilizzare la propria posizione professionale e le cariche ricoperte per conseguire indebiti vantaggi o per assicurarne a propri familiari od a soggetti terzi; non deve inoltre accettare ed offrire regalie per conseguire o riportare favori , appoggi e benefici non dovuti.
3. Nell’assunzione di incarichi professionali deve mantenere indipendenza economica dal committente.
4. Non deve cercare di sostituirsi ad altri colleghi che siano già titolari del medesimo incarico professionale, salvo ciò non venga esplicitamente richiesto dal committente ed in tale caso deve accertarsi che l’incarico precedente sia stato regolarmente revocato.
ART. 8
ETICA ECOLOGICA
1. L’Agrotecnico è tenuto a rispettare, nell’esercizio della propria attività professionale, i principi di bioetica e quelli miranti nella difesa ambientale e biologica, evitando di partecipare a programmi ed azioni che possano provocare l’insorgere o l’aggravare dello squilibrio ambientale, le alterazioni delle risorse naturali, la sofferenza ad animali o lesioni alle piante.
ART. 9
RAPPORTI CON LA CLIENTELA
1. L’incarico professionale attribuito all’Agrotecnico è un contratto d’opera intellettuale in base al quale il professionista, dietro compenso, assume una obbligazione di mezzi e non di risultato in favore del committente.
2. Quando ragionevolmente possibile, l’Agrotecnico deve definire preventivamente ed in forma comprensibile per il cliente i contenuti ed i termini della propria prestazione professionale ed i relativi compensi, che debbono essere equamente proporzionati alla quantità e qualità dei servizi prestati, nel rispetto delle norme professionali e delle tariffe al momento vigenti, minime od orientative che siano.
3. L’Agrotecnico può forfettizzare con il cliente gli onorari a lui dovuti, anche ad inizio del rapporto professionale, preferibilmente in forma scritta.
4. Il professionista deve astenersi dal prestare la propria attività professionale quando ritenga di non avere una adeguata competenza in materia ed in presenza di conflitto di interessi con il proprio cliente, in caso dubbio l’Agrotecnico può chiedere parere in merito al proprio Collegio di appartenenza.
ART. 10
SVOLGIMENTO DELL’INCARICO
1. Nello svolgimento degli incarichi affidati l’Agrotecnico deve operare, nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e delle norme deontologiche, per tutelare nel migliore dei modi l’interesse del committente.
2. Il professionista che recede dall’incarico senza completarlo è tenuto a prendere i necessari provvedimenti e le dovute cautele per non creare danno e disagio al commitente.
3. Il professionista ha l’obbligo di restituire, a richiesta del commitente, la documentazione da questo ultimo fornita relativa alle pratiche trattate, nonchè tutte le informazione connesse.
ART. 11
ASSICURAZIONE
1. L’Agrotecnico professionista risponde degli eventuali danni cagionati alla propria clientela nell’esercizio della professione, a tal fine è tenuto a stipulare un idoneo contratto d’assicurazione, con massimali di polizza proporzionati all’entità ed al valore delle pratiche curate e dei servizi resi.
ART. 12
ESERCIZIO PROFESSIONALE IN FORMA ASSOCIATA
1. Qualora le disposizioni legislative lo consentano, l’Agrotecnico può svolgere la propria attività in forma associata e societaria, con il divieto di partecipare a società di capitali od a società composte da non professionisti.
2. Alle società ed associazioni professionali si applicano le norme e gli obblighi professionali, previdenziali e deontologici vigenti per i professionisti singoli.
ART. 13
RAPPORTI CON I COLLEGHI
1. I rapporti con i colleghi debbono essere improntati a reciproco rispetto, lealtà, correttezza, cordialità, collaborazione e solidarietà, comunque a sostegno dell’autonomia della professione da ogni influenza o condizionamento esterno; costituisce grave mancanza professionale venire meno ai predetti principi allo scopo di trarre per se o per altri un ingiusto vantaggio o per arrecare ad altri un danno ingiusto.
E’ condizione aggravante l’inosservanza dei doveri di cordialità e correttezza nei rapporti con i colleghi da parte di Agrotecnici che ricoprano cariche elettive all’interno della categoria.
2. L’Agrotecnico deve, nei limiti di ragionevolezza, evitare l’insorgere di liti e conflitti; quando questi risultino inevitabili dovrà operare con obiettività e saggezza per risolverli bonariamente e, dove ciò non risulti possibile, dovrà comunque comportarsi con rettitudine, rimettendosi al giudizio degli organi superiori o giurisdizionali.
3. Quando l’Agrotecnico sia in lite con un collega per motivi professionali deve, prima di avviare qualsiasi azione, chiedere al Presidente del Collegio locale competente di eseguire un tentativo di conciliazione; nel caso l’altro professionista sia iscritto ad un diverso Collegio l’arbitro conciliatore sarà indicato dai due Presidenti di comune accordo. Le spese della conciliazione sono a carico del Collegio o, se intervengono più Collegi, in pari misura fra questi.
ART. 14
RAPPORTI CON GLI ORGANI DELLA CATEGORIA
1. L’agrotecnico è tenuto a collaborare con il Collegio professionale d’iscrizione, e con il Collegio Nazionale, contribuendone al funzionamento e partecipando alle attività da questi promosse.
2. Gli Agrotecnici chiamati a fare parte di Commissioni od altri organismi in rappresentanza della categoria devono, nel rispetto delle disposizioni legislative e normative, attenersi alle indicazioni dell’organo che li ha designati ed operare per la valorizzazione della propria professione.
3. L’Agrotecnico deve collaborare con gli organi di categoria alla repressione dell’esercizio abusivo dell’attività professionale, segnalando al proprio Collegio i casi di cui sia venuto a conoscenza.
4. Costituisce grave mancanza professionale, l’inosservanza degli obblighi fiscali, previdenziali e contributivi.
ART. 15
PUBBLICITA’
1. L’Agrotecnico può utilizzare forme pubblicitarie non comparative, volte ad informare il pubblico sui servizi e sulle prestazioni offerte e sulle specializzazioni proprie del professionista; in ogni caso la pubblicità non deve essere né laudativa né enfatica, ma corretta e veritiera nell’esposizione.

Martedì, 11 Agosto 2009 15:37

Strumenti e Materiali per la Professione

Strumenti e Materiali per la Professione.